FATTORI DI RISCHIO IN AMBIENTE SANITARIO: le radiazioni ionizzanti
FATTORI DI RISCHIO IN AMBIENTE SANITARIO: le radiazioni ionizzanti
La sicurezza nel settore sanitario è un valore che non si può trascurare, dalla quale non solo dipende la salute ma la stessa incolumità fisica di pazienti e dipendenti.
Risulta quindi di fondamentale importanza effettuare una valutazione dei rischi, intesa come l’insieme di tutte quelle operazioni, conoscitive e operative, che devono essere attuate per addivenire ad una stima del rischio d’esposizione ai fattori di pericolo per la sicurezza e la salute del personale in relazione allo svolgimento delle lavorazioni.
Tale valutazione è pertanto un’operazione articolata e complessa che richiede per ogni ambiente o posto di lavoro una serie d’operazioni, successive e conseguenti tra loro, che dovranno prevedere:
• identificazione delle sorgenti di rischio presenti nel ciclo lavorativo;
• individuazione dei conseguiti potenziali rischi di esposizione e la stima dell’entità dei rischi di esposizione.
Nelle strutture sanitarie convenzionali coesiste uno scenario completo di rischi convenzionali e emergenti (fisici, chimici e biologici) difficilmente riscontrabile in altre realtà industriali.
- Fattori di rischio fisico: Rumore – Vibrazioni – Microclima – Campi Elettromagnetici – Radiazioni ionizzanti
- Fattori di rischio chimico
- Fattori di rischio biologico
- Le atmosfere iperbariche
- Fattori di rischio legati all’organizzazione del lavoro: Rischio ergonomico – La Movimentazione e Assistenza dei Pazienti Ospedalizzati (MAPO).
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Fattori di rischio fisico: RADIAZIONI IONIZZANTI
Per garantire condizioni di sicurezza e di tutela della salute dei lavoratori bisogna provvedere alla:
1) sorveglianza fisica affidata agli esperti qualificati che sulla base della valutazione del rischio predispongono la delimitazione delle zone lavorative a rischio, il controllo e l’esame dei mezzi di protezione, la valutazione delle esposizioni, ecc.;
2) sorveglianza medica affidata al Medico Autorizzato (categoria A e B) per l’esecuzione di visite mediche, indagini specialistiche e di laboratorio, provvedimenti e disposizioni sanitarie, ecc. e al Medico Competente (categoria B)(sino a luglio 2022).
Un rischio fisico importante nel settore sanitario è quello d’esposizione a radiazioni ionizzanti e non ionizzanti, utilizzate per una prolungata e non protetta attività a scopo diagnostico, terapeutico o di disinfezione. Le radiazioni ionizzanti sono delle particelle e delle onde elettromagnetiche con energia sufficientemente elevata tale da far emettere ad un atomo uno o più elettroni alterando la loro neutralità elettrica (che consiste nell’avere un uguale numero di protoni e di elettroni).Gli atomi si caricano elettricamente e si ionizzano
I tipi di radiazioni ionizzanti sono:
− raggi a, particelle costituite da nuclei di elio (2 neutroni e 2 protoni) e dannosi solo se emessi entro il corpo umano. In tal caso possono creare gravi danni per la grande forza di ionizzazione posseduta
− raggi b, flussi di particelle costituite da elettroni (beta-, negativi) e da positroni (beta+, elettroni positivi) emessi da un nucleo che si disintegra e se emessi entro il corpo umano sono sempre dannosi. Se emessi da una sorgente esterna sono dannosi solo per gli organi, in pratica, a meno di 1 cm dalla cute
− raggi g, onde elettromagnetiche, come la luce, e non di natura corpuscolare come i raggi alfa e beta e sempre pericolosi, anche se emessi da sorgenti esterne al corpo umano − raggi x, radiazioni elettromagnetiche simili ai raggi gamma, ma di frequenza minore (quindi di lunghezza d’onda maggiore: 10-11 – 10-9 metri) e pericolosità elevata, ma inferiore a quella dei raggi gamma, inoltre la sorgente è sempre esterna al corpo umano e cessa le sue emissioni una volta spenta
− raggi cosmici, nuclei atomici, elettroni, positroni e raggi gamma (raggi cosmici primari) o sciami fotoni-elettroni (raggi cosmici secondari) e la loro scarsa presenza li rende del tutto innocui
− radon, gas sprigionato da minerali radioattivi presenti sulla crosta terrestre ed in alcuni materiali da costruzione. Infiltrandosi negli ambienti interrati diventa la fonte di emissione di particelle alfa e di raggi gamma. Questi elementi liberi nell’aria entrano nell’organismo tramite la respirazione, danneggiando i tessuti interni (nell’A.S.L. CN2 negli anni 2002-2003 ne è stato eseguito il monitoraggio i dati emersi sono risultati largamente inferiori ai livelli di azione indicati dalla normativa vigente).
Vengono di seguito sinteticamente elencati i reparti e le apparecchiature radiologiche utilizzate in radiodiagnostica con particolare riferimento a quegli aspetti più direttamente connessi alla radioprotezione degli operatori addetti al loro funzionamento:
1) L’attività Radiologica
2) La radiologica Tomografia Computerizzata TAC
3) Radioscopia e radioscopia interventistica
4) Medicina Nucleare
5) La Pet
6) La IORT ( IntraOperative RadioTherapy ).
Le radiazioni ionizzanti possono essere prodotte:
1)da particolari sostanze (dette radioattive)
2)da macchine elettriche (dette macchine radiogene): es. TAC
SORGENTI NATURALI
– Radioattività naturale terrestre (es.radon)
– Radioattività naturale in aria
– Radioattività naturale nelle acque
– Radioattività naturale presente nel corpo umano
– Radiazione cosmica
SORGENTI ARTIFICIALI
– L’irradiazione medica a fini diagnostici e terapici (I-131, I 125, Tc-99m, Tl-201, Sr-89, Ga-67, In-111, …)
– Elementi radioattivi entrati in atmosfera a seguito di esperimenti atomici, cessati nella metà degli anni ’70 (Sr 90, Pu-240, Pu-239, Pu-238)
– Emissioni dell’industria dell’energia nucleare e attività di ricerca
– Residui dell’incidente di Chernobyl o altri incidenti (Cs-137, Cs-134, …) in alcune regioni d’Europa.
EFFETTI DELLE RADIAZIONI IONIZZANTI
– Effetti chimici: reazioni di rottura di legame, formazione di radicali liberi.
– Effetti biologici: cancerogenesi, mutagenesi, teratogenesi (IARC = gruppo 1 A ).



